Il Nuovo PSI è il vero erede della tradizione del Socialismo Italiano, nel senso di un partito geneticamente riformista e con intenti realmente modernizzatori. Per questo motivo in un contesto diventato sempre più bipolare, la scelta di campo non poteva che condurre all’adesione al contenitore  più riformista, ovvero al Popolo della Libertà. Il Partito Democratico al contrario, pur presentandosi come forza riformista e progressista, nei fatti ha gli occhi sempre rivolti al passato, prigioniero di vecchi schemi ideologici sconfitti dalla storia, che lo inducono a condurre battaglie di retroguardia.
Il Nuovo PSI conta  su un segretario nazionale giovane, l’On. Stefano Caldoro con idee chiare  ed un programma che si rivolge ai problemi e alle aspettative delle nuove generazioni, in linea con lo slogan dell’ultimo congresso “Bisogni e meriti: proteggere i più deboli, promuovere i capaci e meritevoli”.
Un partito che fa della difesa della libertà e della promozione del rinnovamento del Paese i suoi principi ispiratori.
L’area laico-socialista-liberale è storicamente la parte dell’elettorato del PDL  più fedele a Berlusconi, senza gli sbandamenti che hanno caratterizzato le altre componenti (gli studi sui flussi di voto hanno dimostrato che il 90% degli elettori del PSI dei tempi di Craxi ha scelto l’area del PDL).
Pertanto, la funzione del Nuovo PSI non si limita a rappresentare i propri iscritti ed elettori ma si estende, con l’obiettivo di dare voce a tutta l’area laica, socialista, liberale e riformista presente nel PDL. Questa cultura, infatti, è ben rappresentata nel Consiglio dei Ministri (a partire dallo stesso Berlusconi, per finire a Tremonti, Sacconi, Brunetta, Frattini, ecc.), ma è meno presente a livello periferico.
Il Nuovo PSI conscio della grande responsabilità che si assume, intende lavorare in modo assolutamente leale e trasparente, per l’affermazione del nuovo soggetto politico, che oggi è il più grande partito italiano.
Perciò noi socialisti-liberali,  per le nostre idee e la nostra storia non possiamo che opporci al poderoso blocco di potere che sostiene la cosiddetta “sinistra”, fatto di magistratura, banche, cooperative, sindacati, cultura, buona parte del mondo economico-finanziario e del mondo dell’informazione, ecc.
Il Nuovo PSI intende proseguire la tradizione dei grandi padri storici del socialismo liberale italiano come Turati, Saragat, Craxi, Rosselli, autentici e autorevoli precursori a livello europeo di un rinnovato modo di intendere e proporre il socialismo.
E perciò non possiamo che essere all’opposizione dei catto-comunisti, dei post-comunisti, dei vari D’Alema, Franceschini, Veltroni, Prodi, Violante che sono stati, e sono tuttora, i veri nemici del socialismo italiano.

Il nostro partito è piccolo, ma può contare su grandi idee, una grande storia, una grande identità e su una diffusa capillarità sul territorio e intende farsi carico del difficile compito di mantenere forte e viva nel Paese la presenza della cultura e dei valori del socialismo liberale e della socialdemocrazia, alternativi come sempre alla cultura cattocomunista incarnata dal Partito Democratico e contro il grande blocco dei poteri esistenti che vorrebbero spartirsi tutto, soprattutto qui, nelle cosiddette regioni rosse.

Giovanni Bertoldi

 

 

 

 

 

 

 

 

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