Storicamente il Partito Socialista Italiano è il più antico partito del Paese. Fondato a Genova nel 1882 le radici del movimento traggono origine dalle prime Leghe di Mutuo Soccorso, dai primi sindacati, dalle prime cooperative. Un breve e puntuale riassunto della storia del PSI è rappresentato dal discorso pronunciato da Craxi in occasione del centenario della fondazione del partito ( il discorso integrale su www.kore.it/critica/pag2.htm ).
Il Partito Socialista ha il grande merito di avere dato voce sin dalla fine dell'ottocento alle classi sociali più deboli, di aver dato consapevolezza di sé e dei propri diritti ai lavoratori, spezzando le catene dell'ignoranza e della sottomissione. Le più importanti conquiste sociali, che oggi diamo per scontate, si devono proprio alle campagne politiche promosse dai socialisti: a favore dell'alfabetizzazione, per il rispetto dei deboli, contro il lavoro minorile, per il diritto di sciopero, per il suffragio universale, per la scuola dell'obbligo, per l'abolizione della censura nella stampa, per la libertà religiosa, contro le guerre coloniali dell'Italia, per l'emancipazione femminile, per la parità dei diritti in famiglia e sui luoghi di lavoro, per il voto alle donne. E più recentemente per il divorzio, per l'aborto, per lo statuto dei lavoratori, per il decentramento nei comuni, fino ad arrivare all'eliminazione della scala mobile, principale causa di un’inflazione fuori controllo che ci avrebbe impedito di entrare in Europa.
L’era Craxi è stato l’ultimo periodo di fulgore e di reale peso politico del partito, prima che fosse spazzato via, insieme agli altri partiti di governo (DC, PRI, PLI, PSDI), dalla stagione di “mani pulite”.
Un vero e proprio colpo di Stato mediatico-giudiziario, che aveva il preciso scopo di rovesciare gli equilibri di potere a favore delle forze succedute al vecchio partito comunista. La competizione da decenni combattuta tra le due principali forze della sinistra italiana veniva vinta con l’inganno dal PCI.
Ma gli ideali socialisti non potevano morire completamente. Fu così che nel 2001 venne fondato il Nuovo PSI , con il dichiarato scopo di fare rivivere il meglio della tradizione e della cultura socialista italiana ed europea. Ideologicamente si tratta di un progetto per un'alternativa riformista, guardando ad un socialismo moderno, dinamico, di stampo laburista. La realizzazione del cosiddetto “Socialismo liberale” che Norberto Bobbio definì un socialismo di destra. (per approfondire cliccare su http://it.wikipedia.org/wiki/Socialismo_liberale ).
Si ricerca il giusto equilibrio tra il capitalismo esasperato, che non sempre è accompagnato da attenzione per quelle che sono le più disparate componenti della società, ed il comunismo che ha sempre portato miseria ed infelicità.
D’altronde chi si illudeva che la seconda repubblica sarebbe stata meglio della prima, ne è rimasto profondamente deluso. E’ la dimostrazione che l’improvvisazione e la mancanza di cultura politica alla lunga non premiano. L’Italia che dal dopo guerra in avanti non aveva mai smesso di incrementare la propria prosperità e di sviluppare la sua economia, dall’inizio degli anni novanta ha cominciato a crescere ogni anno un po’ meno dei suoi partner europei. Questo arretramento non trova responsabilità in una unica parte politica, visto che al governo si sono succeduti più schieramenti che non sono riusciti a promuovere una nuova stagione economica. La classe politica della seconda repubblica si è seduta sugli allori, incapace di prevedere gli scenari futuri e priva di capacità progettuale. Qualcuno si è chiesto quale dovrà essere nei prossimi anni il ruolo internazionale del nostro Paese? Su quali prodotti le nostre aziende dovranno puntare per restare competitive? Su quali ambiti concentrare la ricerca e lo sviluppo tecnologico, affinché vi sia una ricaduta pratica sulle nostre produzioni e quindi sulla nostra economia?
Il decadimento della competitività delle nostre imprese e più in generale del sistema Italia, che si traduce anche in declino di ordine economico ed in inefficienza dei servizi, ha determinato negli italiani un senso di sfiducia e di pessimismo.
Ne deriva che solo grandi scelte e convinte riforme, potranno raddrizzare le sorti del Paese. Ma si tratta di mutamenti non più differibili e che il Nuovo PSI meglio degli altri sa interpretare, progettare e incoraggiare.

Giovanni Bertoldi

 

 

 

 

 

 

 

 

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